Pronti, partenza, via: verso la musica dell’Oklahoma

Finalmente ci siamo; tra due mesi si parte. Destinazione? Stati Uniti d’America:  University of Oklahoma. Sapete: avere comprato i biglietti aerei qualche ora fa rende il tutto molto più vero. Le persone mi stanno chiedendo, man mano che le avviso su come questo viaggio stia davvero per iniziare, come mi senta. La risposta è come sempre nella musica.

Siamo pronti al cambiamento?

Comprare questi biglietti è sicuramente una di quelle azioni che ti fa salire un po’ di ansietta: due mesi e il mio mondo sarà diverso: dai bellissimi paesaggi toscani che mi svegliano la mattina, alle parole italiane della radio che come prima cosa accendo la mattina. Logico che tutte queste realtà mi mancheranno. Cinque mesi in Oklahoma, luogo dove resterò a studiare per la mia laurea (e no, non credo che dichiarerò di essermi per questo laureato là), saranno lunghi. Bellissimi, ma lunghi. E la mia musica mancherà. Mancherà perché i sound musicali di quella zona sono tutt’altri.

Musica in Oklahoma: speriamo bene

Per mia fortuna ho avuto modo di avere un assaggio di questo Stato nell’ultimo anno avendo la possibilità di consocere un centinaio di studenti di quelle zone, che come me hanno fatto un periodo di loro studi nel nostro Paese. Beh. Le prospettive sono al quanto interessanti; sicuramente il rap è quello che si muove più di tutto in quelle zone. Un esempio è come nella mie playlists di Spotify, voi possiate ora trovare l’ultimo album di The Weeknd, My dear Melancholy ­– a questo proposito guardate che esibizione straordinaria non ha fatto all’ultimo Choachella Music Festival -. 

Rap si; ma il country?

Ebbene sì. Sarò in una delle zone dove il country, ma quello che Garth Brooks cantava in Ropin’ the Wind, disco che lo scolpì come star in tutti gli Stati Uniti. Non avete idea di quanto possa essere io esaltato di poter andare a comprare stivaloni, jeans a zampa di elefante e cappello da CowBoy per poter entrare a pieno nello spirito di questa musica. Sarà un’esperienza sicuramente stravagante e indimenticabile.

Come non sentire la mancanza della nostra musica italiana?

Un po’ come per il caffè del quale sento già la mancanza, la musica italiana mi mancherà; ma il trucco è sentirsela prima. È cercare di andare indietro nel tempo e andare a sentire quella musica italiana che faceva invidia al mondo. Questa è quindi stata la musica che mi accompegna oggi e mi accompagnerà fino a quando non partirò per il Nuovo Continente. Sono le canzoni come: Resta quel che resta di Pino Daniele; Albachiara di Vasco Rossi; Fiore di Maggio  di Concato; Non sono una signora di Loredana Bertè; Le cose in comune  di Daniele Silvestri.

Insomma: io vi terrò aggiornati. Di sicuro questo tuffo nelle canzoni di una vita fa, ma che hanno fatto la storia della musica italiana mi aiuteranno ad affrotnare quella sensazione che viene chiamata homesickness. Sarò pronto però a comprendere ed ascoltare tutto quanto quello che la mia futura casa per 5 mesi mi saprà proporre.

Keep in touch!

E nel frattempo fatemi capire una cosa: voi per il caffè e la musica che fate? Io per non perdermi proprio del tutto quello che accade in Italia, credo che ascolterò le nuove uscite su Spotify in Italia in modo metodico!

Autore dell'articolo: Deki

14 thoughts on “Pronti, partenza, via: verso la musica dell’Oklahoma

    Raffi

    (giugno 4, 2018 - 6:23 am)

    Fare la valigia e partire è un’idea fantastica e farlo per 5 mesi per andare a studiare negli States è ancora meglio. Queste sono esperienze impagabili che aprono la mente e molte porte.
    Riguardo alla musica italiana, tranquillo, si può ascoltare comunque grazie alle web radio.
    Ma questo già lo sai… 😉

    Silvia

    (giugno 4, 2018 - 12:06 pm)

    Complimenti per il tuo viaggio in Oklahoma 😍 Io quando sono all’estero con il caffè non ho molti problemi perché amo il caffè lungo sia americano sia quello di altre nazioni come quello turco. Il caffè espresso mi manca, ma alla fine ho un buon ripiego. Per la musica io ho sempre la mia playlist con le canzoni italiane più datate e YouTube per quelle più recenti 😁

      Deki

      (giugno 5, 2018 - 4:16 am)

      Per fortuna per la musica non esiste veramente limite. Per il caffè spero di trovare i miei espressi anche li.

    Angelica Marangelo

    (giugno 4, 2018 - 2:09 pm)

    Ho appena scoperto il tuo blog! Come ho fatto a non scoprirlo prima? anti auguri per la tua partenza, sarà un’esperienza meravigliosa, goditela a pieno!

      Deki

      (giugno 5, 2018 - 4:15 am)

      Beh forse perché c’è da pochissimo 🙂

    Simona

    (giugno 4, 2018 - 2:30 pm)

    Caro Deki, innanzitutto complimenti per come scrivi. Mi piace. In un secondo mi hai spiegato un po’ di musica, a me sconosciuta. Stai tranquillo, la musica non ha confini e nemmeno il caffè, secondo me. Buon viaggio

      Deki

      (giugno 5, 2018 - 4:15 am)

      Spero tu abbia ragione, sul caffè 🙂

    Flabulous Way

    (giugno 4, 2018 - 3:32 pm)

    In bocca al lupo per la meravigliosa esperienza, nel nostro piccolo abbiamo partecipato all’organizzazione di questa esperienza.
    Che dire buona Vita!

      Deki

      (giugno 5, 2018 - 4:14 am)

      Si e vi ringrazio tantissimo 🙂

    Monica

    (giugno 4, 2018 - 6:01 pm)

    La musica può essere un’ottima fonte di ispirazione anche per i viaggi!

      Deki

      (giugno 5, 2018 - 4:14 am)

      Vero. Oltre ad essere un mezzo di viaggio meraviglioso e continuo

    Sofia

    (giugno 4, 2018 - 6:26 pm)

    Quando sono andata io a NY avevamo metà borsa piena di pasta e caffè.

      Deki

      (giugno 5, 2018 - 4:13 am)

      Quindi devo pensare a un bagaglio in più?

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