Another Love di Tom Odell: il brano del mio piccolo principe

Questo è il primissimo post di questo sito, quindi chiedo scusa a voi che state leggendo questo pezzo per la scarsità di contenuti che potrete trovare. Vi prometto che migliorerà la situazione. Se potete leggetelo schiacciando play su questo lettore che trovate alla fine. Vi aiuterà ad entrare nel mood. Ed il primo play che darete sarà a: Tom Odell. 

Questo artista di soli 28 anni, ha avuto il suo esordio con l’album Long Way Down, pubblicato nel 2013, cui è seguito tre anni più tardi Wrong Crowd. Tom Odell, che si avvicina alla musica dai 13 anni, quando inizia a studiare piano forte ebbe un impatto abbastanza forte sulla scena nazionale italiana e europea con il singolo Another Love .

Perché scelgo di iniziare questo progetto con lui è perché nella sua musica oggi trovo conforto. Le melodie delicate e la sua voce infatti stanno, negli ultimi giorni, accompagnando la mia vita. Sono fatto così: gli artisti li conosco per caso. Non che Another Love non l’avessi mai sentita prima, ma il fatto è che questa volta l’ho ascoltata.

Queste due azioni, ascoltare e sentire infatti, per chiunque sia un appassionato di musica, ma anche per chi semplicemente passa del tempo ascoltandola, sono da tenere in grande considerazione.

Spesso mi capita di sentire canzoni per lavoro, scrivendo per PeriodicoDaily, e che queste però non rientrino nelle mie playlists. Non perché le canzoni non siano belle a sufficienza, ma solo perché quando le sento non rispecchiano la mia anima, la mia vita.

Tom Odell invece, in questi ultimi due giorni, mi descrive. Crea un’atmosfera di seducente solitudine e malinconia che con l’inizio dell’anno e l’incontro di persone nuove si sposano a meraviglia. I suoi testi sono pervasi infatti da una forza nella voce che specialmente in questa strofa personalmente non posso non sentire mia:

And if somebody hurts you, I wanna fight
But my hands been broken, one too many times
So I’ll use my voice, I’ll be so fucking rude
Words they always win, but I know I’ll lose

In questa canzone Tom cerca di spiegare come un amore, un amore che non può vivere fino in fondo, lo stia distruggendo; ma al contempo cerca sempre la forza di reagire. Di darsi forza. Eppure ammette di non sapere più amare anche se questa sarebbe la realtà che più vorrebbe.

E’ forse questa la mia situazione? Sarà che questa canzone mi rispecchia in questo momento perché credo di non riuscire più ad amare? O è forse la consapevolezza di provare qualcosa che non so più definire perché erano secoli che non lo provavo?

Eh già. Mi sa che mi hanno messo nel sacco a sto giro. Senza tanti giri di parole: quando inizi a sentire musica per addormentarti e quando al solo pensare a quella persona le farfalle si presentano nello stomaco forse ormai è troppo tardi per difendersi dall’amore.

Vi è mai capitato? Vi è mai capitato di rigirarvi nella notte pensando a quel viso o a quelle mani? Quando anche solo sentire il nome pronunciato vi fa girare di soprassalto? Percepire il cellulare vibrare per un messaggio nella vostra tasca, tirarlo e sperare di leggere il suo nome? Beh. Questo è il mio stato. Sembro un liceale non trovate?

Ma sapete che c’è? Per quanto io possa odiare questo sentimento ora perché ti fa sentire debole ed attaccabile, so che è uno dei momenti più belli. Uno di quei momenti in cui il tuo bimbo, quel piccolo principe che si nasconde dentro ognuno di noi, torna a bussare prepotentemente all’anticamera del cuore dicendo: “Ehy! Mi avevi dimenticato, ma io non sono mai andato via!”.

Allora un po’ ci giochi con quel tuo bimbo. Lo tieni in braccio e lo culli. Ed io ho deciso che a cullarlo sarà Tom Odell con i suoi album e le sue canzoni. Infatti l’altro pezzo che anche ora risuona nella mia testa è I Know, sempre del suo primo album e sembra davvero che le parole parlino direttamente a me.

Ah! Che roba eh? Un sentimento così comune, che tutti provano, e che ognuno vive in modo diverso!

Chissà voi come lo vivete! Fatemelo sapere se vi va.

Io vi terrò aggiornati su quali canzoni passeranno per la mia testa. Nel frattempo

Shaka

 

 

 

Autore dell'articolo: Deki

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